Le stoccate di Bianca

Non è salita sul podio di Londra 2012, ma la spadaccina rapallina partita dalle palestre della Liguria ha già conquistato l´alloro mondiale. Nome gentile e una passione per i buoni libri, Bianca si trasforma in pedana, diventando "tremendamente cattiva"
Matteo Macor
Bianca Del Carretto, 27 anni, schermidora di Rapallo
Bianca Del Carretto, 27 anni, schermidora di Rapallo


Da Rapallo al tetto del mondo

Nata a Rapallo il 28 agosto 1985, Bianca Del Carretto è tesserata per l´Aeronautica Militare. Cresciuta con l´allenatore Roberto Cirillo nel Club Scherma Rapallo, vive da tre anni a Legnano insieme al suo compagno Achille, schermitore per hobby con un passato nelle nazionali giovanili. Tra i suoi principali exploit agonistici, Del Carretto si è laureata campionessa mondiale ad Antalya (Turchia) nell’ottobre 2009 e numero uno in Italia a Livorno 2011, oltre che sul podio europeo a Catania 2011 (bronzo), Lipsia 2010 (argento), Bourges 2003 (bronzo) e Kiev 2008 (due bronzi, individuale e a squadre). All´esordio a Londra 2012 è stata sconfitta dalla tedesca Britta Heidemann per 13-14.

Porta con sé tutta la grazia del suo nome, Bianca Del Carretto, brava schermidora partita da Rapallo e finita a gareggiare a Londra 2012, nella “città delle tre Olimpiadi”. Campionessa nello sport più elegante di tutte quante le discipline a cinque cerchi, un cognome che sa di posata nobiltà, la spadaccina ventiseienne si racconta con voce gentile, ama «Dostoevskij e gli scrittori giapponesi alla Murakami», parla di viaggi e di romanzi.

A trasformarla «in una Bianca istintiva e tremendamente cattiva» ci riesce solo la scherma, «quell´adrenalina» che la fa diventare spietata guerriera in maschera di protezione. Non è servito, al suo esordio olimpico di questa estate londinese (fuori dal podio sia nella gara individuale, sia in quella a squadre), ma i suoi Giochi sono comunque stati una grande avventura.

Non confondano occhioni e sorriso di Bianca la riflessiva, dunque: se c´è di mezzo un accenno di competizione la leonessa della Riviera sa scuotere la criniera scura e combattere fino all´ultima stoccata. Successi degli ultimi anni (dagli ori agli Europei 2007 e i Mondiali del 2009 al bronzo europeo dello scorso anno) e pass olimpico lo confermano tanto quanto la scelta dell´attrezzo: la spada non è il fioretto, è «roba da duri», in gergo neanche si parla di stoccate ma di «botte».

«La mia è la più crudele delle armi della scherma – spiega l´atleta tesserata Aeronautica Militare – c´è grande equilibrio, i primi punti possono già decidere la sfida: si può solo attaccare, dimenticando ogni paura».

E dire che la carriera di Bianca era partita un po´ per caso («a 6 anni, perché la maestra del Club Scherma Rapallo venne a fare una dimostrazione a scuola») proprio dall´arma più leggera (e, vedi Londra 2012, più vincente in Italia), il fioretto, «con risultati disastrosi: - continua - piangevo ad ogni gara, iniziavo tesissima pur non avendo il minimo spirito agonistico».

La spada l´ha cambiata nel profondo, non solo in pedana: «negli anni sono diventata competitiva su tutto. La vita ti si complica e diventa allo stesso tempo stimolante: vai via di casa presto, giri per tutto il mondo, devi conquistarti ogni cosa sapendo di esser sola». E si è soli anche quando si gareggia di squadra, come fa da sempre l´atleta ligure insieme a Mara Navarria, Rossella Fiamingo e Nathalie Moellhausen, compagne di trionfi («la spada femminile l´abbiamo fatta crescere noi - racconta Del Carretto - il Mondiale del 2009 lo dimostra») come di deludente trasferta londinese.

Studi di matematica (e mare di casa) lasciati non appena ventenne - in parte per la carriera, in parte per trasferirsi a Legnano dal fidanzato Achille, lui schermitore solo per hobby - a compensare i sacrifici di Bianca l´atleta «ci hanno pensato le emozioni irripetibili che solo lo sport sa donare» e le tante opportunità della vita dello sportivo: «gareggiare ad alti livelli permette di viaggiare tanto - si entusiasma la spadaccina viaggiatrice - tra vacanze e tornei internazionali negli ultimi anni sono stata ovunque: dagli Usa a Sidney, da Cuba al Brasile fino al Giappone e una bella fetta di Europa».

In attesa di una nuova destinazione, il suo orizzonte si è fermato a Victoria Park, la stazione di Stratford in faccia alla Handball Arena dove sono andati in scena i tornei di scherma di Londra 2012. Il sogno medaglia non era poi così impossibile da realizzare («Cosa darei per vincere anche un bronzo, sarei pronta a tutto», sognava Bianca prima del 13-14 con la tedesca Britta Heidemann), ma lo sport è così, fatto di gioie e dolori, stelle e cadute. «Ora come ora mi sembra ancora impossibile possa esistere un mondo, dopo il 12 agosto». Testa e cuore non guardano più in là: per le vacanze e il prossimo viaggio si vedrà.

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