Da Rapallo al tetto del mondo
Nata a Rapallo il 28 agosto 1985, Bianca Del Carretto è tesserata per l´Aeronautica Militare. Cresciuta con l´allenatore Roberto Cirillo nel Club Scherma Rapallo, vive da tre anni a Legnano insieme al suo compagno Achille, schermitore per hobby con un passato nelle nazionali giovanili. Tra i suoi principali exploit agonistici, Del Carretto si è laureata campionessa mondiale ad Antalya (Turchia) nell’ottobre 2009 e numero uno in Italia a Livorno 2011, oltre che sul podio europeo a Catania 2011 (bronzo), Lipsia 2010 (argento), Bourges 2003 (bronzo) e Kiev 2008 (due bronzi, individuale e a squadre). All´esordio a Londra 2012 è stata sconfitta dalla tedesca Britta Heidemann per 13-14.
Porta con sé tutta la grazia del suo nome, Bianca Del Carretto, brava schermidora partita da Rapallo e finita a gareggiare a Londra 2012, nella “città delle tre Olimpiadi”. Campionessa nello sport più elegante di tutte quante le discipline a cinque cerchi, un cognome che sa di posata nobiltà, la spadaccina ventiseienne si racconta con voce gentile, ama «Dostoevskij e gli scrittori giapponesi alla Murakami», parla di viaggi e di romanzi.
A trasformarla «in una Bianca istintiva e tremendamente cattiva» ci riesce solo la scherma, «quell´adrenalina» che la fa diventare spietata guerriera in maschera di protezione. Non è servito, al suo esordio olimpico di questa estate londinese (fuori dal podio sia nella gara individuale, sia in quella a squadre), ma i suoi Giochi sono comunque stati una grande avventura.
Non confondano occhioni e sorriso di Bianca la riflessiva, dunque: se c´è di mezzo un accenno di competizione la leonessa della Riviera sa scuotere la criniera scura e combattere fino all´ultima stoccata. Successi degli ultimi anni (dagli ori agli Europei 2007 e i Mondiali del 2009 al bronzo europeo dello scorso anno) e pass olimpico lo confermano tanto quanto la scelta dell´attrezzo: la spada non è il fioretto, è «roba da duri», in gergo neanche si parla di stoccate ma di «botte».
«La mia è la più crudele delle armi della scherma – spiega l´atleta tesserata Aeronautica Militare – c´è grande equilibrio, i primi punti possono già decidere la sfida: si può solo attaccare, dimenticando ogni paura».
E dire che la carriera di Bianca era partita un po´ per caso («a 6 anni, perché la maestra del Club Scherma Rapallo venne a fare una dimostrazione a scuola») proprio dall´arma più leggera (e, vedi Londra 2012, più vincente in Italia), il fioretto, «con risultati disastrosi: - continua - piangevo ad ogni gara, iniziavo tesissima pur non avendo il minimo spirito agonistico».
La spada l´ha cambiata nel profondo, non solo in pedana: «negli anni sono diventata competitiva su tutto. La vita ti si complica e diventa allo stesso tempo stimolante: vai via di casa presto, giri per tutto il mondo, devi conquistarti ogni cosa sapendo di esser sola». E si è soli anche quando si gareggia di squadra, come fa da sempre l´atleta ligure insieme a Mara Navarria, Rossella Fiamingo e Nathalie Moellhausen, compagne di trionfi («la spada femminile l´abbiamo fatta crescere noi - racconta Del Carretto - il Mondiale del 2009 lo dimostra») come di deludente trasferta londinese.
Studi di matematica (e mare di casa) lasciati non appena ventenne - in parte per la carriera, in parte per trasferirsi a Legnano dal fidanzato Achille, lui schermitore solo per hobby - a compensare i sacrifici di Bianca l´atleta «ci hanno pensato le emozioni irripetibili che solo lo sport sa donare» e le tante opportunità della vita dello sportivo: «gareggiare ad alti livelli permette di viaggiare tanto - si entusiasma la spadaccina viaggiatrice - tra vacanze e tornei internazionali negli ultimi anni sono stata ovunque: dagli Usa a Sidney, da Cuba al Brasile fino al Giappone e una bella fetta di Europa».
In attesa di una nuova destinazione, il suo orizzonte si è fermato a Victoria Park, la stazione di Stratford in faccia alla Handball Arena dove sono andati in scena i tornei di scherma di Londra 2012. Il sogno medaglia non era poi così impossibile da realizzare («Cosa darei per vincere anche un bronzo, sarei pronta a tutto», sognava Bianca prima del 13-14 con la tedesca Britta Heidemann), ma lo sport è così, fatto di gioie e dolori, stelle e cadute. «Ora come ora mi sembra ancora impossibile possa esistere un mondo, dopo il 12 agosto». Testa e cuore non guardano più in là: per le vacanze e il prossimo viaggio si vedrà.
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