Silvia la bella, martellista di protesta

La Salis si racconta a Villa Gentile alla vigilia delle sue seconde Olimpiadi. A Pechino fu un flop, agli Europei di giugno un disastro, ma lei non si arrende e a Londra sarà tutta un´altra storia. Ritratto della martellista numero uno dell´atletica azzurra
Matteo Macor
Silvia Salis, 27 anni, martellista di Sturla
Silvia Salis, 27 anni, martellista di Sturla

  • Silvia Salis, 27 anni, martellista di Sturla
  • L´atleta ritratta sul campo di allenamento di Villa Gentile
  • La martellista è nata e cresciuta a 30 metri dalla pista di Villa Gentile
  • Sei volte tricolore, la Salis è tra le atlete più richieste dalle riviste di moda e sport
  • le foto del servizio sono di Alessio Ursida (www.alessioursida.com)

Modella, lanciatrice e aspirante giornalista

Sei volte campionessa italiana di specialità, un oro alle Universiadi, sesta migliore martellista italiana di sempre grazie al personale di 71,93 m, Silvia Salis (nelle foto della gallery in azione durante il servizio fotografico di Blue, a cura di Alessio Ursida) non è conosciuta solo per i suoi exploit sportivi.

Cresciuta nel Cus Genova ma attualmente in forza alle Fiamme Azzurre, l´atleta classe´85 negli anni ha posato per una miriade di riviste e testate giornalistiche (non solo sportive): da Donna Moderna a Vanity Fair, da Vogue a Sport Week. Nel suo futuro, però, non ci sono gli studi fotografici: è ancora iscritta alla facoltà di Scienze Politiche, a Genova, e punta a diventare giornalista televisiva.

Nel suo futuro, per ora, c´è però la sua seconda Olimpiade. Cerimonia inaugurale il 27 luglio, i tornei olimpici di Londra 2012 andranno in scena dal 28 luglio al 12 agosto. Sono attesi 14.700 atleti da tutto il mondo, impegnati in 26 sport e 39 discipline. Tutte le informazioni su gare, risultati, dirette streaming e contingenti nazionali si possono trovare sui principali siti internet dedicati. Tra questi consigliamo www.london2012.com (dominio ufficiale) e www.londra2012.coni.it

If I had a Hammer (“Se avessi un martello”), cantava negli anni Sessanta Pete Seeger, menestrello del folk di protesta e del movimento pacifista americano. Un martello - il protagonista della sua ballata - ben diverso da quello che porta in giro per il mondo Silvia Salis da Sturla, genovese classe´85, atleta di punta dello sport ligure e lanciatrice numero uno dell’atletica italiana.

Se quello della canzone era un simbolo da impugnare per costruire un´America migliore, l’attrezzo della nostra martellista è una palla di ferro di quattro chili, che Silvia sogna di lanciare il più lontano possibile sul prato dello Stadio Olimpico, il prossimo 8 agosto, nel suo esordio alle Olimpiadi di Londra 2012.

Sogni, culture e attrezzi del mestiere sono solo apparentemente difficili da accostare, perchè ogni lancio di Silvia pare un pezzo del folksinger newyorkese: un concentrato di tecnica, forza, cuore ed emozioni, versi come macigni e piroette con l´eleganza di arpeggi. Il martello usato nell´atletica moderna - rappresentazione essenziale degli antichi ferri scagliati dai fabbri irlandesi e scozzesi, padri fondatori della specialità - è un peso legato a un cavo d´acciaio lungo un metro, da lanciare trasformandosi in trottola umana, roteando in una sequenza precisa di volteggi tacco-punta e rilasciandolo come un proiettile verso il cielo nel momento di maggior velocità. Per mandarlo lontano servono piedi buoni e tanti muscoli, ma si può fare strada anche senza trasformarsi per forza in mastodontiche amazzoni in stile DDR: Silvia la bella - capelli biondi e occhi tagliati alla orientale, sorriso ideale per ogni tipo di testata (è stata donna-copertina su Vanity Fair e Sport Week come su Donna Moderna) e sponsor (è testimonial, tra i tanti, anche di Nike e Samsung) - ne è mirabile, brillantissima dimostrazione.

Cresciuta nel Cus Genova e ora in forza alle Fiamme Azzurre, la carriera della bionda di Sturla è svoltata il giorno in cui il suo allenatore Valter Superina la fece smettere con il lungo (iniziato a 8 anni) e cominciare a lanciare: i risultati furono subito troppo promettenti per non insistere su quella strada, e da allora la pedana è diventata di casa (il campo di allenamento no, quello lo era già: di Villa Gentile papà Eugenio è stato per anni il custode, casa Salis è a 30 passi dal tartan della pista, la nuova dimora di Silvia è a Priaruggia, poco lontano).

In una decina d´anni di attività la Salis è stata sei volte campionessa italiana, oro alle Universiadi, sesta migliore martellista italiana di sempre (con 71,93 m di personale), nei dieci in Europa e nel mondo. Nel 2008 l´altra svolta, quella olimpica, con la disastrosa prova ai Giochi di Pechino: tre tiri mediocri, lacrime in mondovisione e addio alla finale.

«Da quei tre brutti lanci sono cambiata, sono più solida - racconta Silvia, studentessa di Scienze politiche con sogni di un futuro da giornalista nel cassetto - Anche grazie alla mia psicologa Rosa Maria ho imparato a gestire lo stress e a reagire alle delusioni della vita da atleta».

Come i tre nulli su tre di neanche due settimane fa, agli Europei di Helsinki: «ero svuotata, senza energie: capita, ma è stato terribile». Tanto da preoccupare la Federazione, che è arrivata a minacciare di non portarla alle Olimpiadi al via il 27 luglio: mossa azzeccata, vista la reazione, i 70 metri (e l´ok olimpico) raggiunti dalla leonessa di Villa Gentile agli Italiani di due settimane fa. Dove al richiamo di “Londra città dei Giochi” il suo martello è tornato a volare, elegante e forte come un canto di protesta.