Calciatore, giornalista, attore
Classe 1938, friulano, calciatore professionista in gioventù poi diventato giornalista sportivo, Bruno Pizzul ha seguito le partite della nazionale di calcio fino al 2002, l´anno dei disastrosi (per la spedizione azzurra) mondiali in Giappone e Corea. Testimonial del Campionato mondiale di pesto al mortaio in scena a Genova ogni due anni, nell’ultima stagione ha collaborato alla trasmissione tv di Rai 2 Quelli che il calcio. Tra le sue tante passioni, oltre alla buona tavola, c´è pure la musica: anche per questo ha volentieri impersonato se stesso nel video del primo singolo dell´esordio da solista del musicista genovese Michele Mezzala Bitossi, Il problema di girarsi.
La sua voce ha raccontato grandi imprese, impresso ricordi, romanzato campioni. Al microfono ha fatto crescere, emozionare (o disperare) milioni di tifosi italiani, e con i suoi modi di dire ci ha tenuto con il fiato sospeso davanti ai televisori di casa per vent’anni di telecronache calcistiche. Per questo fa un certo effetto ascoltare Bruno Pizzul senza sentirlo parlare di “passaggi filtranti” e gol in fuorigioco.
Il decano dei giornalisti sportivi della tv italiana, primo cronista della nazionale azzurra dal 1986 al 2002, arrivato ai 74 anni si gode la pensione, qualche collaborazione in tv e le amate «trasferte eno-gastronomiche in giro per l’Italia». Tra queste, anche qualche puntata in Liguria: per una vita frequentata per raggiungere stadi e tribune stampa, oggi riscoperta regione di sapori, ricordi e passioni da ritrovare.
Torniamo al suo antico mestiere: tre sostantivi da telecronista per introdurre questa terra?
Bellezza, storia e tradizione. E per auto citarmi esclamerei il mio caratteristico «Tutto molto bello». Sul mar Ligure ritorno ogni volta ragazzo, rivivo i giorni più belli della mia gioventù, quando passavo le vacanze a Ruta di Camogli, ospite del mio collega Nino De Luca. Ogni giorno andavamo fino all’Abbazia di San Fruttuoso: una bella passeggiata per i sentieri nel bosco, e poi il bagno in spiaggia. Bellissimo ricordo, ancora vivissimo.
Lei che è giornalista e gran gourmet dovrebbe apprezzarne anche tavole e piatti tipici.
Sono friulano ma il pesto è tra le salse più utilizzate della mia cucina. Non avremo il basilico più adatto, ma lo sanno preparare molto bene mia moglie come le mie figlie. I miei numerosi nipoti poi considerano la pasta al pesto quanto di meglio ci possa essere in tavola. Io però adoro anche un’altra eccellenza ligure: la pasta con i fagioli di Badalucco.
Presidio Slow Food da gustare con quale ricetta?
Una vale l’altra, ma la qualità sta tutta in un dettaglio: la densità. Se ci si infila la forchetta deve rimanere in piedi, ben ferma nel piatto fumante.