Per chi bazzica abitualmente il centro-levante genovese, piazza Palermo è sinonimo di mercato. Ogni mattina, all’angolo nord della piazza (nell’adiacente piazza Scio), le saracinesche liberano un tripudio di profumi e colori. Ma degli oltre quaranta banchi traboccanti di alimenti, ce n’è uno solo nel quale per ogni ortaggio potrete conoscere il nome di chi l’ha coltivato. «Nel biologico è importante mantenere la dimensione umana e la fiducia reciproca è fondamentale. Conosco personalmente ognuno dei miei fornitori - spiega Emilio Piana, titolare dell’unico banco che vende solo biologico - e potrei perfino dirti il nome dei loro figli, o dove hanno trascorso le ultime vacanze».
L’idea di aprire un banco di alimenti certificati è nata per dare un riferimento a coloro che già erano interessati al biologico, ma soprattutto per coinvolgere quelli che di biologico non hanno mai sentito parlare. Vedendo i prodotti e provandoli, ci si rende conto della differenza: «Io qui ci metto direttamente la faccia e garantisco personalmente per ogni prodotto che vendo» continua Emilio.
Ed è cosi che, a marzo, non si trovano pomodori dopati e fragole plastificate, ma cedri bitorzoluti e gustosi topinambur. Il sapore e la genuinità compensano anche la differenza di prezzo coi prodotti convenzionali. «Il prezzo è relativo - recita Emilio - non è più caro, è più giusto. Provo a farti un esempio: se vuoi comperare un’auto e il concessionario te ne propone una a un prezzo dieci volte più basso di quello di mercato, tu che fai? Come minimo pensi che ci sia qualcosa che non va o che il venditore sia impazzito. Purtroppo però non ci poniamo le stesse domande quando ci propongono di acquistare un kilo di fragole per 1,50 euro».
Bisogna quindi far ragionare la gente su concetti come stagionalità e qualità.
Se poi la politica è quella di mantenere prezzi contenuti per rendere il biologico accessibile a tutti, tanto meglio. Alla Formica Bio, il banco di Piana, un chilo di Fuji costa 2,20 euro, prezzo assolutamente competitivo rispetto ai 2 al chilo a cui vengono vendute, qualche banco più in là, le mele di una nota azienda che quest’anno, per assicurare una perfezione pubblicitaria al suo prodotto ha operato ben 32 trattamenti chimici. «A volte i clienti si lamentano del prezzo troppo alto e poi magari comprano 5 euro di pomodori di serra fuori stagione carichi di pesticidi».
E allora, cari clienti, non sarebbe stato meglio spendere quei 5 euro in una broccolata raccolta il giorno prima alla Vesima?
«Il biologico offre un sapore giusto» aggiunge Emilio. Giusto perché frutto di un’agricoltura rispettosa della salute umana e dell’ambiente, e soprattutto perché corretto nei confronti di produttori e consumatori.
* Agronomo dello Sviluppo
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