Un genovese nel regno del Brunello

L’architetto Fedriani, trasferitosi nel 1966 in Val d’Orcia, oggi produce il celebre vino da uva sangiovese: poche piante per ettaro, macerazione sulle bucce e invecchiamento in botti di rovere. E l’amore per il Genoa ha fatto nascere il “rossoblu di Montalcino”
Giovanna Benetti
La Val d´Orcia, dove Fedriani produce un ottimo Brunello
La Val d´Orcia, dove Fedriani produce un ottimo Brunello


Un genovese doc a Montalcino: Filippo Fedriani, architetto, dell’azienda Marchesato degli Aleramici, si è trasferito nel senese, in Val D’Orcia, nel 1996.
Il padre Giacomo, ingegnere-designer aveva comperato il podere Galampio, 50 ettari (1/3 a vigneto, 1/3 a oliveto) all’interno dell’azienda, dieci anni prima con l’intento di ristrutturarlo per venderlo. La bellezza selvaggia del posto, però l’ha colpito a tal punto che ha deciso di “tenerselo ben stretto”. Parte della famiglia si è perciò trasferita da Genova nella magnifica Toscana. Anche Filippo dalle Canarie è andato ad abitare a Montalcino.


“La mia passione per il vino è arrivata successivamente a quella per il posto con lo studio, i contatti con gli esperti, i rapporti con gli altri vignaioli”, racconta.
Qui produce il celeberrimo Brunello da uva sangiovese: il Brunello di Montalcino docg riserva, il Brunello di Montalcino docg annata, il Rosso di Montalcino doc annata, il Galampio Rosso igt annata e il Galampio Blanc igt annata, la grappa di Aleramo, lo spumante, lo Champagne e anche i cioccolatini. Il Brunello è la base di tutti i suoi prodotti.


Ma non dimentica la città dove è nato. L’amore per la Superba è dimostrato dalla creazione del vino ufficiale della squadra di calcio del Genoa: “il rossoblu di Montalcino”, 85% Brunello, 15% Cabernet.
La sua filosofia è ben definita: affermare e conservare la tipicità, aspetto fondamentale del luogo. Arma vincente è il rispetto della tradizione (cioè poche piante per ettaro, macerazione sulle bucce, lungo invecchiamento in botti di rovere di Slavonia). Il suo vino ha : persistenza, armonia, profondità, trasparenza (non è “nero”).

Spiega Fedriani: “Montalcino è unica e compito del vigneron è di rispettare il terroir e di “trasmetterlo” attraverso il vino. Il vignaiolo è l’interprete, deve assecondare: se fosse modificato dall’enologo o dal produttore, il Brunello perderebbe la sua identità. Sarebbe un grosso errore voler assecondare il mercato. E poi la tradizione ovviamente si evolve”.
“L’Italia esprime eccellenze in tanti campi: nell’arte, nel food, nel design per dirne alcuni. Purtroppo non siamo, però, abbastanza bravi a fare sistema, sinergia. L’individualismo frena. Tutti i settori debbono essere strettamente collegati tra loro”.


Fedriani prova perciò a fare sinergia collaborando in tanti settori con famosissimi”brand”: Range Rover, Jaguar, Richard Ginori, Grimaldi Forum Montecarlo, Palais de Festival di Cannes, Fondazione Franz Beckenbauer. E questi sono solo i più importanti.