«I genovesi sono senza dubbio i compagni di viaggio più difficili con cui abbia mai lavorato». Marco Goldin lo ha ammesso solo dopo i 170 giorni della sua mostra record Van Gogh e il viaggio di Gauguin, conclusa ieri a Palazzo Ducale con un bilancio totale di quasi 347.000 visitatori e un ultimo mese di incremento vertiginoso di biglietti venduti. «Sono persone di valore, a partire da quelle con cui ho collaborato così bene e così volentieri, fianco fianco, per tutti questi mesi di mostra - ha continuato il numero uno di Linea d’Ombra alla conferenza stampa di chiusura dell’evento, questa mattina - ma anche estremamente difficili da capire, caratteri chiusi che raramente sanno metterti a tuo agio».
Ospitali o meno che siano, i genovesi (galleristi e operatori del settore in primis) hanno fatto fatica a digerire la novità di uno “straniero” a fare arte nella loro città, ma già lo rimpiangono. Nel tracciare il bilancio di un’esposizione che è stata la più vista in Italia negli ultimi due mesi e tra le prime 5 al mondo negli ultimi 9 giorni (e portato turisti a Genova ogni giorno ininterrottamente per sei mesi), il guru delle mostre-evento («otto milioni di visitatori in 15 anni di vita di Linea d’Ombra») ha infatti dichiarato che aspetterà almeno un anno prima di tornare al Ducale con una grande esposizione. «Una pausa, dopo due anni di grandi eventi, penso sia necessario prendersela - ha dichiarato - Anche perché in questo campo, dopo ogni grande exploit, si trova un pubblico troppo ben abituato, e superarsi e migliorare ancora diventa molto difficile. Meglio dedicarsi ad altre cose, organizzare eventi più leggeri e in altri luoghi».
Almeno per il 2013, quindi, Genova si scordi i numeri del terzetto Goldin, Van Gogh e Gauguin: la media di 2.035 visite al giorno, l’impennata (5.615 visite in 3 giorni) dal 28 aprile al 30 aprile, il record di 6.263 ingressi in un giorno, i 42.000 degli ultimi 9 giorni. Per non parlare dei 5 milioni di costo totale (coperti e «superati - ma di poco - dai ricavi»), i 500.000 euro necessari al solo trasporto del quadro di Gauguin e di tutti quelli finiti in indotto alla città. «E’ stata una mostra importante per Genova - ha calcato Luca Borzani, presidente della Fondazione Palazzo Ducale - Una città colpita proprio nei giorni dell´inaugurazione dalla tragica alluvione, che non voleva rimanere sommersa dalle acque e ci è riuscita, confermandosi luogo d´arte e di cultura».
Gli unici genovesi ad avere a che fare con la macchina organizzativa di Goldin saranno per ora solo i circa 15 ragazzi dello staff della mostra che seguiranno Linea d’Ombra a Vicenza, per il prossimo evento di “mister 8 milioni”. In vista del 2014, però, già è in cantiere un nuovo progetto. Argomento e autori top-secret, ma già si sa sarà un successo.