Habemus Federica!

Venerdì 20 aprile alle 16, nella sede del Festival dell´Eccellenza al Femminile (via al Ponte Calvi 6), la Pontremoli, sceneggiatrice di "Habemus Papam" e "Magninifica presenza", sarà insegnante d´eccezione, in un corso di scrittura per il cinema
Raffaella Grassi
Francesca Pontremoli, tra Francesco Piccolo e Nanni Moretti, premiati col Ciak d´oro nel 2011
Francesca Pontremoli, tra Francesco Piccolo e Nanni Moretti, premiati col Ciak d´oro nel 2011


Chi è Federica Pontremoli

Nel 2003 è stata tra i vincitori del Premio Sacher, indetto dalla casa di produzione di Nanni Moretti, per il soggetto del cortometraggio Baci da Varsavia. Per questo viene scelta da Moretti come co-autrice della sceneggiatura de Il caimano. Da allora collabora con numerosi registi, tra cui Silvio Soldini per Giorni e nuvole, Giuseppe Piccioni per Giulia non esce la sera, Francesca Comencini per Lo spazio bianco. Nel 2011 torna a lavorare per Nanni Moretti in Habemus Papam, di cui ha scritto la sceneggiatura assieme a Moretti e Francesco Piccolo. Nel 2012 firma, assieme a Ferzan Özpetek, la sceneggiatura di Magnifica presenza.

Professione, scrivere il cinema. E per farlo da Genova è trasmigrata a Roma, ormai da un bel po´ di anni. «Stavo per laurearmi in lettere, ho fatto un corso di sceneggiatura e lì c´è stata l´illuminazione, era quello che volevo fare. Ho provato a entrare al Centro Sperimentale di Roma, mi è andata bene, da lì è cominciato tutto».

Il tutto è davvero tanto visto che Federica Pontremoli, genovese, appena quarantenne, uno zio ex Rettore Magnifico dell´Università di Genova, ha firmato la sceneggiatura di film come Il caimano e Habemus Papam di Nanni Moretti, Giorni e nuvole di Silvio Soldini, Lo spazio bianco di Francesca Comencini. E in queste settimane è state nelle sale con Magnifica presenza, la commedia di Ferzan Ozpetek con Elio Germano, Vittoria Puccini, Margherita Buy.

«A Roma sono venuta per iscrivermi al Centro Sperimentale, ma fissa ci abito dal 2005 – racconta – Finita la scuola non c´era molto da fare e sono tornata a Genova. Qui ho conosciuto la produzione che stava girando Branchie dal romanzo di Nicolò Ammaniti, ho fatto leggere la sceneggiatura di un film che avevo scritto, Quore, è piaciuto, e nel 2001 mi hanno offerto di girarlo».

Il film ha come protagonista femminile Carla Signoris, e Federica ne è anche la regista. La grande occasione, l´incontro fatidico è lì dietro l´angolo. E si chiama Nanni Moretti. «Vinsi il Premio Sacher con un soggetto scritto con un mio ex compagno di corso, Baci da Varsavia, ho conosciuto Moretti, ha visto il mio film Quore, gli è piaciuto, l´ha proiettato nella sua arena estiva, si è interessato a me e dopo varie telefonate diciamo interlocutorie mi ha chiesto di lavorare con lui a Il caimano». Ovviamente Federica gli ha risposto subito di sì. «Anche se ogni tanto gli chiedevo “Ma sei proprio sicuro?”. Lo abbiamo scritto in tre, io, Nanni e Francesco Piccolo. Tanto è solare Francesco tanto è difficile Moretti, come si può immaginare, ma per carattere tendo ad evitare gli scontri, fino a che è possibile, ed è andata bene».

Tanto bene che due anni fa Nanni Moretti l´ha richiamata per scrivere Habemus papam, il film presentato all´ultimo festival di Cannes con un grandissimo Michel Piccoli nel ruolo di un papa depresso, che non si sente all´altezza della sua missione.
«E´ stato un lavoro molto pesante. Io ero incinta di Maria, che ora ha un anno e mezzo, eravamo a Roma, c´era un caldo pazzesco, Moretti era tesissimo perché affrontava per la prima volta la produzione senza Angelo Barbagallo. Non è stato semplice». E i rapporti con un mostro sacro come Michel Piccoli? «L´ho visto per la prima volta già vestito da papa, impressionante, arrabbiatissimo perché c´erano dei ritardi e faceva troppo caldo. Alto, imponente, con un vocione. I rapporti sul set non sono stati facilissimi, c´era il problema della lingua e Nanni non è uno che si scioglie subito. Si è accorto di quanto sia stato grande Piccoli solo vedendo il girato, una recitazione fatta di dettagli, di piccoli movimenti, di sguardi, straordinario». Delusi di non aver vinto Cannes? «Già sapevamo. Il film è stato venduto in quaranta paesi, anche Nanni che è supercompetitivo era contento così».

La scorsa estate Federica ha scritto la sceneggiatura per il film di Ferzan Ozpetek. Tutta da sola. «Ferzan scherzando mi dice, tu scrivi, tanto poi io alle prove cambio tutto. E´ una commedia come le fa lui, con temi forti, un film pazzo, e a me piace scrivere film pazzi. Mi sto divertendo moltissimo, è un un regista generoso, una bella persona». Recentemente ha lavorato a quattro mani con Anna Negri, la sceneggiatura tratta dal romanzo “La separazione del maschio” di Francesco Piccolo. «Due donne per un libro forte, molto maschile, vedremo cosa ne uscirà, Anna farà anche la regia». E l´aspetta un´altra sfida: è la candidata italiana al Gucci Award for Women in Cinema, con premiazione a Venezia e presidente della Giuria nientemeno che Madonna.

Ma a Genova ci pensa mai? «Eccome, ci torno una volta al mese, c´è la mia famiglia, non riuscirei a stare lontana più di tanto, mi viene la malinconia».

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