Nell’intricato reticolo dei vicoli di Genova si vede a malapena il cielo. Si viene assorbiti da edicole, bar, negozi e negozietti di ogni tipo, chiese e macellai musulmani si alternano senza più suscitare stupore. È un continuo brulicare di colori e profumi di spezie e focaccia, segno che l´intercultura qui è ormai di casa; è il mare, il cui odore si insinua in ogni piazza e angolo di case, a portare lingue e sapori nuovi che si intrecciano alle ruvide e testarde abitudini liguri.
Ma si può parlare davvero di una casa comune? La multi cultura è un patchwork di tasselli di mondo o un caleidoscopio in cui le varie parti si ricompongono e creano forme nuove? È la domanda cui prova da anni a dare riposta la rassegna estiva del Festival Suq, dove cucina, teatro e musica si alternano per esprimere un messaggio di appartenenza, appunto, alla stessa casa: il mare. Il Mediterraneo infatti è testimone di passaggi, di viaggi e commerci, e si avvantaggia di ogni tipo di diversità, di razza, di paese.
Quest’anno in scena dal 13 al 24 giugno (come ormai da anni al Porto Antico), la manifestazione si svolge nel mese che meglio esprime il desiderio e la voglia di continuare a lasciar fluire scambi di idee e di pensieri differenti. Questo, insieme alla lotta contro il razzismo, è il messaggio presente nelle varie produzioni della Compagnia Multietnica del Suq, troupe di artisti che fanno parte della vitale associazione Chance Eventi fondata nel 1999 da Valentina Arcuri e Carla Peirolero.
Tra i numerosi eventi e le iniziative collaterali previsti per l´edizione 2012, l’associazione si occupa anche di formazione: sarà infatti avviato il 16 marzo “Compagnia dei giovani” (ogni venerdì dalle 16 alle 18 in via Balbi 4 - Aula P), un progetto che si articola in lezioni di teatro musica e danza tenute dagli artisti della Compagnia che porterà alla creazione di uno spettacolo che andrà in scena al festival Suq 2012. Ma ci si prepara al Suq anche a scuola: la Compagnia svolge seminari artistici all’interno degli istituti che hanno aderito all’iniziativa “L’intercultura va a scuola” dove il tema dell’integrazione vuol essere trattato con serietà ma con freschezza e semplicità.
È questa la forza del Suq, utilizzare l’arte come forma diretta e sensibile per sottolineare e sostenere l’importanza dell’Altro come fonte di rinnovo e scambio, per proporre o suggerire qualcosa che questo paese di mare a volte sembra dimenticarsi: le onde non solo conducono al largo ma portano a riva nuove tracce e oggetti venuti da lontano.
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