Alle 18.03 di ieri Costa Crociere si è premurata di informare che Costa Allegra, dopo l´avaria che l´ha lasciata andare alla deriva senza elettricità per due giorni e l’attracco nella banchina di Port Victoria a Mahè alle 12 di oggi (ora locale), ha concluso regolarmente in circa due ore lo sbarco degli ospiti e dell’equipaggio.
«Le condizioni di salute dei passeggeri sono buone - continua la nota stampa della società genovese - e non sono state rilevate particolari criticità. Al loro sbarco gli ospiti sono stati assistiti dall’equipaggio della nave, dal personale del “Care team” di Costa Crociere presente sull’isola e dal personale di assistenza messo a disposizione dalle autorità locali». Non solo: il 70% dei 627 passeggeri della Allegra ha accettato l’offerta di Costa Crociere di continuare la propria vacanza alle Seychelles.
La nuova disavventura di Costa sembra così essersi risolta nel modo migliore, anche se dopo il disastro della Concordia la vicenda delle Seychelles ha messo in ulteriore imbarazzo i vertici di Costa Concordia. Il punto di non ritorno per la compagnia sono però le ore 21.42 del 13 gennaio 2012: il momento esatto in cui la scellerata manovra del comandante Francesco Schettino porta lo scafo della Costa Concordia a speronare il granito degli scogli delle Scole, a neanche 200 metri dalla costa dell’Isola del Giglio. È l’inizio dell’incubo per le oltre 4.230 persone a bordo, il via a un disastro senza precedenti che ha portato con sé 17 vittime accertate, 15 dispersi, il rischio di una catastrofe ambientale (lo svuotamento del carburante dai serbatoi della nave è iniziato il 12 febbraio e non è ancora terminato) e un futuro ancora tutto da decifrare per la storica compagnia genovese.
Nonostante le prime ottimistiche previsioni post naufragio, il presidente della società del gruppo Carnival Pier Luigi Foschi ha recentemente ammesso un calo delle prenotazioni del 35% rispetto allo scorso anno («e non è solo la crisi») e parlato persino di brand a rischio, dopo il massacro mediatico nei confronti del “giallo Costa Crociere” dell’ultimo mese e mezzo («La società è solida, ha un capitale netto di svariati miliardi di euro. Potrebbe forse fallire il marchio, ormai azzerato mediaticamente, ma è l’ultima cosa che farei»).
Ma a interrogarsi su come sarà il dopo Concordia è tutta una regione, la Liguria, che ha fatto del business delle crociere nei suoi porti un fondamentale motore economico. Secondo l’ultimo studio della Business School del Politecnico di Milano, per fare qualche numero, il valore dell’indotto generato dalla sola Costa Crociere si aggira intorno ai 5,5 milioni di euro per Savona e sui quasi 230 milioni di euro per la regione. «Tra servizi portuali ai passeggeri, la sicurezza, i bagagli, le provviste di bordo, le auto, oggi a Savona lavorano nel comparto crocieristico più di duecento persone - spiega il presidente dell´Autorità Portuale savonese, Rino Canavese - i cinque milioni di spesa diretta di ricaduta sul territorio hanno portato Savona al secondo posto come porto più valorizzato dal settore, subito dopo Venezia». «E se oggi viviamo in una città più moderna, più bella, più accogliente - riprende il sindaco Federico Berruti - lo dobbiamo alla sinergia forte tra Autorità Portuale, Camera di Commercio, le categorie imprenditoriali, commerciali e del lavoro, ma anche alla presenza di Costa Crociere sul nostro mare. Insieme a Costa condividiamo la visione strategica di Savona come porto di riferimento internazionale per il commercio e la navigazione nel Mediterraneo, con una storia bimillenaria da proiettare verso il futuro».
Per questo è fondamentale che “l’inchino” fatale di Schettino, oltre alla sua nave da 144mila tonnellate, non trascini nel baratro anche l’intero turismo crocieristico. Troppo importante per Savona il milione di passeggeri transitati dal Palacrociere nel 2011, troppo importante un settore che promuove nel mondo e porta indotto nelle città che coinvolge: lo confermano Carlo Ruggeri, presidente del Consorzio Savona Crociere, e il presidente della Camera di Commercio Luciano Pasquale, rassicurato dai 202 scali confermati in città, dato che «conforta, nonostante la tragedia della Concordia, e rafforza il nostro impegno per favorire l’incontro tra un flusso turistico comunque in crescita e l’offerta savonese».
La stessa cosa vale per Genova, dove quest’anno - proprio grazie al turismo crocieristico - si punta a bissare gli 800.000 passeggeri arrivati per nave nel 2011. In porto non sono più di casa le navi Costa, emigrate a Savona nel 2003, ma attraccano e ripartono le navi da crociera Msc: «Non c’è stata una disdetta - precisa Edoardo Monzani, direttore generale delle Stazioni Marittime genovesi – ma vedrete che risaliranno anche i numeri della Costa. Ormai le persone recepiscono tragedie come quella del Giglio con grande rapidità, le catalogano come drammatici errori umani che accadono nel contesto di un sistema che funziona molto bene. È una vicenda dai tempi e i contorni ancora non netti, in cui non si sa cosa deciderà la casa madre americana, ma la società Costa ha spalle molto larghe, e uomini, qualità e potenza per superare ogni tipo di criticità».
Tag: Costa Allegra Giglio Comandante Schettino Costa Concordia naufragio Liguria Costa Crociere Crociera