“La cosa più importante per me di questa terra è la luce, gli spazi aperti, l’orizzonte sul mare, il senso di libertà che mi ha sempre fatto provare quando, irrequieta e desiderosa di cambiamenti, camminavo pensando a come inventarmi la vita”. Così Elisabetta Pozzi, magnifica interprete teatrale, racconta a Blue la sua Liguria collegandola alla voglia di trasformazione che spesso ci invade. Come fa il cantautore Ivano Fossati, che muta vita e lascia le scene: vuole solo scrivere canzoni. Possibilmente per i più giovani.
Spalato il fango dell’alluvione autunnale, anche la Liguria che lavora con il mare, le merci, le navi e i turisti, è costretta a reinventarsi dopo il naufragio della Costa Concordia. Eppure leggendo l’articolo di Renzo Raffaelli sugli incursori spezzini del Varignano che per primi si sono infilati nel relitto oppure quello di Jada C. Ferrero sui dipendenti dell’Istituto idrografico della Marina, nato a Genova nel 1872 per produrre, tra le mille altre cose, documentazione nautica “certificata” e quindi utile alla sicurezza della navigazione, mi sembra si possa trarre una lezione o, se preferite, un suggerimento utile. Questo: ingoiate le lacrime e l’impotenza causate dai disastri dell’esistenza, tocca riprendere il percorso con pazienza e tenacia e tornare a realizzare i propri compiti. E persino i propri sogni.
Un’altra risorsa a cui attingere in tempi di crisi è la creatività. Lo dimostra Palatifini, l’associazione inventrice del Campionato mondiale del pesto che il 17 marzo convoca a Genova, dopo 40 selezioni in tutto il pianeta, manager, impiegati e cuochi in arrivo da Giappone, Brasile, Usa e da molti Paesi europei pronti a contendersi il titolo. Creative sono anche le due giovani studiose - scovate da Lucia Compagnino - della farmacia genovese del Castello, inventrici di profumi personalizzati, creati apposta, come abiti su misura, per rispecchiare gusti, desideri e persino emozioni dell’ acquirente.
E poi il 21 torna la primavera, il momento giusto per la fioritura delle orchidee selvatiche. È incredibile, ma in Liguria ce ne sono 65 specie che si possono ammirare, robuste e adattabili al di là dell’aspetto fragile e sensuale, nei nostri Parchi naturali ma anche sulle alture di Triora, Ceriale, Bogliasco. E, pensate, addirittura nelle piazzole delle autostrade. Seguite Francesco Tomasinelli, è una guida competente e appassionata. E paziente.
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