Workshop e tavole rotonde
Fino al termine della mostra il 4 maggio 2012, verrà attivato un programma di proiezioni, dibattiti e tavole rotonde e workshop al fine di tenere viva l’attenzione sul progetto e trasformare anche la mostra in un luogo di scambio e discussione, attivo e partecipato.
Da San Marino è partito il dialogo internazionale dedicato alle arti visive contemporanee, attraverso un progetto di cooperazione culturale unico nel suo genere. La Repubblica della Serenissima è in prima fila nel progetto di ricerca artistica e culturale che prende in esame le realtà delle micro-aree geo-culturali, in linea di continuità con la mostra tenuta presso la Fabbrica del Vapore di Milano nel 2010.
Accade al Museo d´arte contemporanea di Villa Croce, a Genova, che da sabato 4 febbraio ospita la mostra "The land seen from the sea" (chiude il 4 maggio). L´insolito progetto espositivo documenterà da una parte la ricerca artistica contemporanea, attraverso opere, performance e installazioni di artisti provenienti da 13 piccoli Stati europei, che sono campo d’indagine del progetto: Andorra, Cipro, Islanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Monaco, Montenegro, San Marino, Canton Ticino (CH), Ceuta (E), Gibilterra (UK), Kaliningrad (Rus); dall’altra presenterà il risultato dei workshop tenutisi nel corso del 2011, ospitati presso la Biblioteca Archivio di Little Constellation a San Marino; il MUDAM Luxembourg (Museo Nazionale d’Arte Moderna del Gran Ducato del Lussemburgo) e presso Casino Luxembourg - Forum d’arte Contemporanea del Lussemburgo; la Galleria Nazionale d’Islanda e il NYLO Living Art Museum, Reykjavik; e al Brown Project Space, Milano, in collaborazione con Malta Contemporary Art.
The Land Seen From The Sea è un complesso progetto espositivo. _ Nasce all’interno del network /Little Constlellation/, dedicato alla ricerca artistica contemporanea che si concentra principalmente sui Piccoli Stati e le micro aree geoculturali d’Europa. La mostra stessa, all’interno di questa cornice, è un ulteriore approfondimento sulla percezione del delicato dialogo, sospeso tra distanza, isolamento e relazione che caratterizza queste aree geografiche.
La mostra, anche nell’articolazione dei suoi contenuti, nasce da una serie di workshop che sono stati ospitati da diverse istituzioni europee, seguendo due direzioni all’interno di una serie di viaggi fondamentali, anche a livello simbolico, per il significato stesso del progetto nel suo insieme: l’attraversamento del Mediterraneo (Gibilterra, Malta e Cipro) e l’attraversamento trasversale dell’Europa continentale (San Marino, Lussemburgo, Islanda). Al centro Genova.
Se però è vero che “mentre i critici e i teorici costruiscono direzioni e confini, gli artisti li distruggono” (come ha puntualmente sottolineato Pier Paolo Coro) questa mostra è una costante messa in crisi dei principi che caratterizzano e identificano un territorio, le relazione con l’alterità e l’identità, cioè l’interno e l’esterno.
Le diverse opere presenti a Villa Croce, trenta di preciso, riflettono su queste tematiche, presentando ipotesi di ricerca molto differenti tra loro, sebbene tutte complementari: dall’installazione sonora dell’artista originaria di Gibilterra Nina Danino, che creerà un ponte radio tra le colonne d’Ercole e Genova, ai complessi progetti video, dedicati all’identità culturale dei propri territori, dell’artista cipriota Haris Epaminonda e l’artista e curatore maltese Mark Mangion.
Una parte della mostra sarà invece dedicata alla controversa questione dello “stereotipo” misura culturale e comunicativa in cui un Piccolo Stato spesso è rinchiuso. In merito si ricordano i progetti installativi di Justine Blau (L) e i video di Oppy de Bernardo (CH) e Paradise Consumer Group (AND).
Una terza sezione, su cui focalizzare l’attenzione soprattutto in occasione dell’apertura della mostra, è quella dedicata alle azioni performative, che si terranno appunto il 4 febbraio a partire dalle 18.30, grazie ai progetti di Martina Conti (RSM) (F) e Ingibjörg Magnadóttir (IS).
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