Il programma di febbraio e marzo
Dal 9 all´11 febbraio in tutte le sale
Il Castello
di Giorgio Barberio Corsetti, con Fattore K.l
liberamente ispirato all’omonimo testo di Franz Kafka
Dal 28 febbraio al 2 marzo 2012
È stato così
di Nataliea Ginzburg
regia di Valerio Binasco, con Sabrina Impacciatore
Dal 8 al 10 marzo
Muerte y reencarnación en un cowboy
di Rodrigo García, con Juan Loriente, Juan Navarro, Marina Hoisnard
Dal 14 al 17 marzo
di Copi
Loretta Strong
con Paolo Oricco e Maria Luisa Abate, Alessandra Deffacis, Valentina Battistone, Stefano Re.
Per info:
tel: 0102487011
Biglietti: 18 - 15 euro
Entra nel vivo la stagione 2011-12 del Teatro della Tosse. Quattro spettacoli tra febbraio e marzo all´insegna della sperimentazione e dei nuovi linguaggi. Da Kafka a Natalia Ginzburg, da Rodrigo Garcia a Copi, la letteratura incontra il teatro, in un cortocircuito che dialoga col pubblico, utilizzando il web come nuova sponda artistica. Accade con il trittico de Il Castello, liberamente ispirato dall´omonimo romanzo di Franz Kafka, che permetterà allo spettatore di crearsi un percorso parallelo a quello di K, muovendosi all´interno del villaggio e mettendosi in gioco nella ricerca, nelle piccole vittorie e nelle disfatte. L´indirizzo di questo villaggio multimediale? www.ilcastellodikafka.it.
Il 28 febbraio salirà sul palco del teatro di salita Sant´Agostino Sabrina Impacciatore con la prima nazionale di È stato così, tratto da un racconto di Natalia Ginzburg, per la regia di Valerio Binasco. L’attrice romana sostituisce Alba Rohrwacher, che ha dovuto rinunciare a causa dell’imprevisto prolungamento delle riprese cinematografiche del suo ultimo film.
Dalla Spagna giunge l´ultima produzione del Teatro Nacional de Bretaña "La Carnicería Madrid". Si intitola Muerte y reencarnación en un cowboy, il primo spettacolo che Rodrigo García porta a Prospettiva affronta, scarnificandoli e demistificandoli, i temi dell’annichilimento e della morte del mondo occidentale.
Dal 14 al 17 marzo, il giovanissimo attore Paolo Oricco interpreterà l´impareggiabile, stralunata, folle, smisurata icona di Loretta Strong, per la regia di Marco Isidori e il sostegno di Sistema Teatro e Teatro Stabile di Torino.
Dal 9 all´11 febbraio in tutte le sale
Il Castello
Trittico: Frieda. Il segreto di Amalia. Progetti di Olga.
Un progetto di Giorgio Barberio Corsetti, con Fattore K.l
liberamente ispirato all’omonimo testo di Franz Kafka
adattamento e regia Giorgio Barberio Corsetti
Sperimentatore di nuovi linguaggi teatrali, Barberio Corsetti torna a raccontare Kafka in uno spettacolo itinerante - in tutte le sale della Tosse - con le peripezie di K: l´arrivo al villaggio, la conquista e la perdita di una instabile posizione, gli incontri con gli abitanti del villaggio e gli ambigui emissari del Castello.
Il progetto Il Castello trae la propria ispirazione dall’omonimo romanzo di Franz Kafka, ed è un adattamento teatrale dell’opera curato e diretto da Giorgio Barberio Corsetti, che avrà la forma di spettacolo itinerante.
Le diverse tappe, o stazioni, raccontano le peripezie di K: l´arrivo al villaggio, la conquista e la perdita di una instabile posizione, gli incontri con gli abitanti del villaggio e gli ambigui emissari del Castello.
Contemporaneamente al racconto della storia, si pensa di creare un micro-sistema di comunicazione interno basato sulla simulazione, sulla finzione, comunicante con la rete. Nel sito web di volta in volta si crea una geografia immaginaria, un percorso, una specie di gioco dell’oca interattivo, con finestre che si aprono su diversi momenti dello spettacolo, adattati alla mappa del luogo. Chi entrerà nel sito potrà percorrerlo come K nel villaggio, mettendosi in gioco nella ricerca, nelle piccole vittorie e nelle disfatte. www.ilcastellodikafka.it
Dal 28 febbraio al 2 marzo 2012
È stato così
di Nataliea Ginzburg
Adattamento teatrale e regia di Valerio Binasco, con Sabrina Impacciatore
Luci e scene Laura Benzi
Musiche originali Arturo Annecchino
Produzione Teatro della Tosse / Pierfrancesco Pisani / Parmaconcerti
Sabrina Impacciatore versatile e instancabile attrice divide la sua carriera tra teatro, cinema e televisione. L’artista romana ha iniziato la sua carriera alla fine degli anni ‘90 e dopo le prime apparizioni televisive è approdata sul grande schermo nel film di Gabriele Muccino L’ultimo Bacio con cui vince il Premio come miglior attrice non protagonista al Flaiano Film Festival, ruolo che riprende nel 2009 in Baciami ancora sempre firmato da Gabriele Muccino.
In Concorrenza sleale (2000) e Gente di Roma (2003) è diretta da Ettore Scola mentre nel 2004 viene diretta da Mel Gibson nel controverso La passione di Cristo. Per due anni di fila è candidata al David di Donatello, nel 2007 per N (io e Napoleone) di Paolo Virzì e nel 2008 per Signorina Effe regia di Wilma Labate.
Per l’attrice romana si tratta quindi di una nuova sfida. Sarà lei a calarsi nel difficile ruolo della protagonista di questo racconto uscito dalla penna di Natalia Ginzburg, diretta da un regista attento e curioso che ama cimentarsi ogni volta con una sfida diversa. Valerio Binasco per il Teatro della Tosse aveva già diretto Sonno di Jon Fosse con cui si era aggiudicato il Premio della Critica 2010 dell’associazione nazionale dei critici di teatro e nel corso di questi anni ha diviso la sua carriera tra cinema e teatro tra regia e prove d’attore.
È stato così è la storia di un amore disperato e geloso, la confessione di una moglie dolorosamente lucida dopo aver ucciso il proprio marito.
Uno spettacolo carico di phatos che contrappone a un linguaggio semplice una forte carica emotiva. La protagonista è una donna sola, che mette a nudo i sentimenti più intimi, le passioni, le paure e le speranze nel tentativo di non smarrire del tutto la propria esistenza.
Dal 8 al 10 marzo
Muerte y reencarnación en un cowboy
di Rodrigo García
con Juan Loriente, Juan Navarro, Marina Hoisnard
luci Carlos Marquerie
Teatro Nacional de Bretaña – La Carnicería Madrid
(Spagna)
Con Muerte y reencarnación en un cowboy si comincia a godere dell’inizio della fine, si attraversa il mondo della pubblicità, infiltrata in tutti gli spazi della nostra esistenza e ormai sostituita alla politica e ai nostri governi. Si decade nel baratro di una crisi di valori e coscienze, cullati nell’ovatta del nostro assenso, tragico e grottesco al tempo stesso. Protagonisti dello spettacolo sono due cowboy solitari, a loro sarà affidato il compito di colpire la nostra società in molti dei suoi aspetti più significativi: dall’agiatezza alla noia esistenziale, dalle false risate infelici fino all’ipocrisia borghese delle nostre relazioni di coppia.
Dal 14 al 17 marzo
Loretta Strong
di Copi
con Paolo Oricco e Maria Luisa Abate, Alessandra Deffacis, Valentina Battistone, Stefano Re.
"Astronave" di Daniela Dal Cin
Regia di Marco Isidori
Produzione 2011, con il sostegno di Sistema Teatro e Teatro Stabile di Torino
«Per il viaggio teatrale della protagonista di quest´ultima nostra fatica spettacolare, abbiamo inventato e poi costruito uno strabiliante oggetto cinetico, una "vera" Astronave; un´astronave abbagliante d´acciaio e di luce, un "Disco Volante" che in un qualche segreto modo, sembrerà venir catapultato effettivamente verso le lontananze dello spazio profondo, esorbitando da ogni fiacchezza scenica non appena gli avremo dato abbondante gas drammatico, aprendo le valvole della sfrenatezza attorale che ci è propria.
che, però, non sarà il solo a reggere le sorti dello spettacolo: accanto a lui, a fiancheggiarne lo sforzo, Maria Luisa Abate, Stefano Re, Alessandra Deffacis e Valentina Battistone ("Topi", "Granchi", "Pappagalli", "Serpenti" ed altro vociante ciarpame celeste), per quanto presenze non contemplate nell´organico originale della commedia, serviranno a dare alla versione-Marcido di questo gioco della dismisura e del grottesco, il suo esatto "passo" ritmico, portando la già vulcanica energia verbale con cui l´autore sa esprimere con diabolica maestria la caleidoscopicità squisitamente pop di Loretta, ad un grado di parossismo dionisiaco (temprato, è ovvio, dall´ironia che pervade tutta l´opera di Copi), che assai di rado trova luogo sui palcoscenici normali.»
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