La clinica dei libri

C´è un luogo, nel cuore di Genova, dove i libri vengono "curati" per tornare a disposizione dei lettori. È il Laboratorio di Legatoria della Biblioteca Berio, tempio del restauro conservativo e di ripristino del patrimonio librario genovese. In calo le scuole in visita, ma fioriscono corsi e appassionati di tutte l´età
Benedetta Stella
Il restauro dei libri al laboratorio di legatoria della Biblioteca Berio
Il restauro dei libri al laboratorio di legatoria della Biblioteca Berio

Il restauro dei libri al laboratorio di legatoria della Biblioteca Berio

Esiste un posto, nel cuore di Genova, in cui i libri vengono “curati” per tornare a disposizione dei lettori. Una vera e propria clinica dei libri nella quale mani sapienti eseguono lavori di rilegatura, di piccolo restauro conservativo e di ripristino del patrimonio librario moderno delle biblioteche del Comune di Genova.
Parliamo del Laboratorio di Legatoria ospitato nell’area ottocentesca dell’antico seminario, oggi sede della Biblioteca Berio. Entrandovi ci si immerge nella realtà di un laboratorio artigianale, perché è di questo che si tratta, di maestranze e competenze che si trasmettono dal maestro all’apprendista, meglio ancora attraverso l’esempio del maestro e gli errori dell’apprendista, così come accadeva in passato.

Oggi, il maestro e responsabile del laboratorio è Antonio Esposito che è succeduto a Mario Gambarino, capostipite dal 1978 del laboratorio di legatoria delle biblioteche civiche. Lo stesso Antonio mi spiega innanzitutto la distinzione, fondamentale per la comprensione del suo lavoro, tra legatoria e rilegatoria: “la legatoria è la tecnica che permette di fare un libro partendo da fogli stampati o bianchi; i fogli uniti formano il volume che viene poi rivestito con la copertina. La rilegatoria riguarda propriamente solo l’ultimo passaggio: si stacca la copertina dal libro e si sostituisce con una nuova. Il prodotto finito è un libro rilegato, e la rilegatura può fare di qualunque libro un oggetto unico, secondo il gusto del proprietario”.

Penso subito che il suo sia stato un vero “colpo di fulmine” per questo mestiere ma…mi sbaglio! In realtà si è trattato di un sentimento, dapprima tenue e mosso solo dalla semplice curiosità di imparare qualcosa di nuovo, che si è però rafforzato col tempo fino a sfociare in una vera passione. Ed è proprio passione quella che Antonio e i suoi collaboratori mettono in questo mestiere che, soprattutto oggi con l’avvento degli electronic books, rischia di scomparire o di essere stravolto riducendosi ad una attività di mera conservazione di libri usati.
“Chi va oggi in legatoria?”, invita a riflettere Esposito, “Ormai impera la politica dell’usa e getta ed è radicalmente mutato il concetto di possesso che spingeva, ad esempio, a richiedere una rilegatura personale con lo stemma di famiglia o a far apporre un ex libris all’interno.” Il futuro di questo mestiere artigianale insomma non si preannuncia roseo, considerando anche la scarsità di giovani che scelgono di dedicarsi ad un simile tipo di lavoro.

D’altro canto è vero anche che occorre sensibilizzare, invogliare, avvicinare adulti e non, a questa realtà e, a tal riguardo, il primo giovedì di ogni mese il laboratorio organizza visite guidate gratuite su prenotazione. Durante l’incontro vengono illustrate le tecniche di lavorazione e i macchinari utilizzati, con particolare attenzione alle diverse fasi di realizzazione di una rilegatura. Un modo insomma per incuriosire ma anche per istruire a partire dalla spiegazione dei molteplici passaggi cui il libro è soggetto: assemblaggio, riparazione, scucitura, grecaggio, incollatura, cucitura su corde o nastro, all’americana…e, perché no, anche per provare a cimentarsi!

Negli ultimi anni, purtroppo, di scuole in visita al laboratorio se ne vedono sempre meno; in compenso però è aumentato in maniera considerevole il numero degli adulti tra i quali anche anziani e disabili. Così come aumentano esponenzialmente le richieste di partecipazione ai corsi pratici organizzati dallo stesso Esposito e promossi dall’agenda degli appuntamenti interna alla Berio e da alcuni giornali locali. Nel calderone delle idee di Antonio ci sono tanti progetti futuri, come quello di uno strepitoso fumetto a valenza didattica, ma per adesso si gode un successo che, come Egli afferma, spinge lui e i suoi collaboratori a “mostrare la cura che mettiamo nel lavoro, la nostra passione per i libri, l’importanza di un lavoro ben fatto” perché non dobbiamo dimenticare che “dalla conoscenza nasce il rispetto e, senza di esso, un oggetto raro e di pregio non ha nessun valore”.
…….Citando Eco “non pensate di sbarazzarvi dei libri……” ……per fortuna!