Da Quiliano (Savona) a Cupertino, California. Destinazione: sede di Apple Computer, l´azienda che produce i mitici Mac. È difficile immaginare l´emozione di Alessio Ferraro e dei suoi amici in quel viaggio del 2006. L´azienda che lui - appassionato di informatica - ha amato fin dall´adolescenza, la visionaria creatura di Steve Jobs, che ha rivoluzionato il mondo dell´informatica e non solo, lo chiama per complimentarsi e gli chiede addirittura di andare a visitare la´Nave madre´ negli States.
Motivo? I dirigenti della mega-multinazionale hanno scoperto che il museo di attrezzature Apple più fornito del mondo si trova proprio in questa piccola frazione ligure. Circa 10.000 pezzi tra computer, stampanti, manali, brochures, poster e accessori della più varia natura. Un patrimonio sterminato – che va dai primissimi Apple 1, Apple 2, Apple 3, al Lisa (una rarità, vero fiore all´occhiello) fino agli ultimi modelli - tutti con la peculiarità (unica al mondo) di essere perfettamente funzionanti.
Nel giorno del cordoglio di tutto il mondo per la scomparsa di Steve Jobs, genio della Apple e papà di Mac, IPod e IPhone, facciamo un passo indietro, al 2002. In quell´anno Pierangelo Fazio rileva un negozio di Savona, la Briano Computer, che è anche rivenditore di articoli Apple. Insieme al negozio, Fazio si ritrova un magazzino pieno di articoli a suo parere obsoleti. È vero, si tratta di roba vecchia. Ma per Alessio, che il proprietario chiama per sbarazzare lo spazio, è il paese dei balocchi. «In quel magazzino c´era di tutto, un campionario che partiva dal 1976, cioè dai primi anni della Apple. La ragione è che l´azienda americana all´epoca obbligava i rivenditori a tenere scorte di quasi tutti gli articoli in listino. E spesso tanto materiale rimaneva invenduto».
Davanti a quello spettacolo Alessio è colto da un´illuminazione. Chiama qualche amico, porta via tutto e, in gran segreto, prepara l´inaugurazione del museo. La prima sede è privata, la casa dei suoi genitori. Poi il Comune di Quiliano capisce il valore dell´iniziativa e decide di destinare alla collezione una vecchia falegnameria situata all´interno delle Scuole Medie´A. Peterlin di Valleggia (SV). Ed è ancora lì, completamente ristrutturata dai componenti dello staff dell´Associazione, che si trova All About Apple, che nel frattempo è diventata anche una Onlus. Tra i propri fondatori - oltre ad Alessio - ci sono William Ghisolfo (attuale Presidente), Paolo Arrigucci, Marco Canavese, Fabrizio Pesce e Bruno Zenoni. Ma vanno citate altre persone che nel tempo si sono aggiunte e che costituiscono l´attuale staff: Carlo Becchi, Paolo Bianchi, Bruno Corvi, Alberto Crosio, Danilo Olivieri, Roberto Odino (attuale vicepresidente), ed altre persone ancora (tutte volontarie) che contribuiscono a far funzionare il difficile meccanismo del museo, dalla gestione del sito, alla raccolta e catalogazione del materiale donato, ai rapporti con il pubblico.
Il viaggio a Cupertino ha creato un´audience vastissima tra addetti e appassionati. I donatori si sono moltiplicati, tanto che oggi al museo non accettano più nuovo materiale, se non mancante alla collezione. E quasi non sanno più dove mettere quello che hanno. Entrare nel museo, anche per chi non capisce molto di computer, è un´esperienza emozionante. Si ha proprio la sensazione di entrare nella storia dell´informatica.
Adesso il problema è come portare avanti questo progetto, che vive di puro volontariato (le visite si effettuano solo su prenotazione, contattando il museo tramite il sito www.allaboutapple.com) ed è fuori da qualsiasi percorso turistico. Le istituzioni sono in ascolto? Alessio e soci lo sperano.
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