Quiliano, il museo Apple più fornito del mondo

Nella giornata di lutto per Steve Jobs, la storia del museo ligure nato dalla passione di un gruppo di amici e diventato tempio dedicato ai prodotti della "mela". Tanto che una delegazione è stata invitata a Cupertino, nella sede centrale dell´azienda
Daniele Miggino/2010
Cordoglio in tutto il mondo per la morte di Steve Jobs, genio della Apple
Cordoglio in tutto il mondo per la morte di Steve Jobs, genio della Apple


Da Quiliano (Savona) a Cupertino, California. Destinazione: sede di Apple Computer, l´azienda che produce i mitici Mac. È difficile immaginare l´emozione di Alessio Ferraro e dei suoi amici in quel viaggio del 2006. L´azienda che lui - appassionato di informatica - ha amato fin dall´adolescenza, la visionaria creatura di Steve Jobs, che ha rivoluzionato il mondo dell´informatica e non solo, lo chiama per complimentarsi e gli chiede addirittura di andare a visitare la´Nave madre´ negli States.

Motivo? I dirigenti della mega-multinazionale hanno scoperto che il museo di attrezzature Apple più fornito del mondo si trova proprio in questa piccola frazione ligure. Circa 10.000 pezzi tra computer, stampanti, manali, brochures, poster e accessori della più varia natura. Un patrimonio sterminato – che va dai primissimi Apple 1, Apple 2, Apple 3, al Lisa (una rarità, vero fiore all´occhiello) fino agli ultimi modelli - tutti con la peculiarità (unica al mondo) di essere perfettamente funzionanti.

Nel giorno del cordoglio di tutto il mondo per la scomparsa di Steve Jobs, genio della Apple e papà di Mac, IPod e IPhone, facciamo un passo indietro, al 2002. In quell´anno Pierangelo Fazio rileva un negozio di Savona, la Briano Computer, che è anche rivenditore di articoli Apple. Insieme al negozio, Fazio si ritrova un magazzino pieno di articoli a suo parere obsoleti. È vero, si tratta di roba vecchia. Ma per Alessio, che il proprietario chiama per sbarazzare lo spazio, è il paese dei balocchi. «In quel magazzino c´era di tutto, un campionario che partiva dal 1976, cioè dai primi anni della Apple. La ragione è che l´azienda americana all´epoca obbligava i rivenditori a tenere scorte di quasi tutti gli articoli in listino. E spesso tanto materiale rimaneva invenduto».

Davanti a quello spettacolo Alessio è colto da un´illuminazione. Chiama qualche amico, porta via tutto e, in gran segreto, prepara l´inaugurazione del museo. La prima sede è privata, la casa dei suoi genitori. Poi il Comune di Quiliano capisce il valore dell´iniziativa e decide di destinare alla collezione una vecchia falegnameria situata all´interno delle Scuole Medie´A. Peterlin di Valleggia (SV). Ed è ancora lì, completamente ristrutturata dai componenti dello staff dell´Associazione, che si trova All About Apple, che nel frattempo è diventata anche una Onlus. Tra i propri fondatori - oltre ad Alessio - ci sono William Ghisolfo (attuale Presidente), Paolo Arrigucci, Marco Canavese, Fabrizio Pesce e Bruno Zenoni. Ma vanno citate altre persone che nel tempo si sono aggiunte e che costituiscono l´attuale staff: Carlo Becchi, Paolo Bianchi, Bruno Corvi, Alberto Crosio, Danilo Olivieri, Roberto Odino (attuale vicepresidente), ed altre persone ancora (tutte volontarie) che contribuiscono a far funzionare il difficile meccanismo del museo, dalla gestione del sito, alla raccolta e catalogazione del materiale donato, ai rapporti con il pubblico.

Il viaggio a Cupertino ha creato un´audience vastissima tra addetti e appassionati. I donatori si sono moltiplicati, tanto che oggi al museo non accettano più nuovo materiale, se non mancante alla collezione. E quasi non sanno più dove mettere quello che hanno. Entrare nel museo, anche per chi non capisce molto di computer, è un´esperienza emozionante. Si ha proprio la sensazione di entrare nella storia dell´informatica.

Adesso il problema è come portare avanti questo progetto, che vive di puro volontariato (le visite si effettuano solo su prenotazione, contattando il museo tramite il sito www.allaboutapple.com) ed è fuori da qualsiasi percorso turistico. Le istituzioni sono in ascolto? Alessio e soci lo sperano.

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