Giorgio Faletti e la sua Vado

Il comico astigiano ha vissuto la sua infanzia sul mare del savonese
Matteo Macor

È un uomo che sa non prendersi troppo sul serio, il “Signor Tenente”. È laureato in legge e ha fatto il comico, l’attore e lo showman. Ha scritto sei romanzi e si ricarica sporcandosi le mani con colori e pennelli. Ha venduto milioni di copie dei suoi gialli e alla parete del suo studio è appesa una vignetta della storica serie delle lettere tra Snoopy e il suo editore: «Caro collaboratore, le rispediamo il suo pessimo racconto. È il racconto più stupido mai letto da noi. La preghiamo di non mandarcene più».
L’editore di Giorgio Faletti, invece, è molto più contento: “Appunti di un venditore di donne“ è già un successo, e in giro si dice sia in cantiere il sequel del suo primo fortunatissimo romanzo, “Io uccido”. Per ora l’artista astigiano è in viaggio tra l’Australia e New York per staccare per qualche mese dal suo estenuante anno di lavoro, che tra le altre cose lo ha portato in Liguria per la sua prima personale di pittura, Alias,organizzata tra Genova e Alassio.
Perché proprio in Liguria la sua prima da pittore?
Perché a lanciarmi questa nuova sfida è stata Tiziana Leopizzi, di Ellequadro Documenti, dopo aver visto un mio dipinto sul cartone da imballaggio in una mostra di beneficenza a Firenze.
Cosa si percepisce di questa terra, per uno che viaggia per il mondo?
Per noi piemontesi la Liguria vuol dire il sole, l’approdo sul mare, la libertà della vacanza.
Un angolo di Liguria da ricordare su tutti?
Per me in particolare, il luogo dove ho passato il mio tempo libero migliore: Vado Ligure. I ricordi delle mie estati da bambino nel Ponente sono indimenticabili: aspettavo tutto l’anno per tornare tra le barche e i gozzi del porticciolo, a respirare odori nuovi e farmi raccontare di acciughe e pescatori.

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