Mangiare con sale in zuppa

Un piatto della tradizione che diventa fast food tra Genova e Isola del Cantone. All´insegna della biodiversità e della sragionalità
Lorenzo Tosa


Si chiamano Susanna, Giovanni e Serafino, pesano 720 grammi per 10 centimetri circa d’altezza e hanno una vita media di sei mesi. Professione: zuppe naturali. Il frutto della mente, e soprattutto delle mani, di Maurizio Carucci ed Emilio Piana, gli ideatori di Sale in zuppa, il progetto agroalimentare nato nel 2009 per tutelare le biodiversità e la cultura contadina in ogni sua declinazione.

Ma Sale in zuppa è soprattutto la storia di un rifiuto, quello di due ragazzi genovesi, che al pensiero industriale dominante hanno anteposto stili di vita consapevoli ed ecosostenibili. E un diverso approccio al cibo, da prodotto di consumo a nuova opportunità di sviluppo. Non solo gastronomico. Non solo politico. «In cinque minuti netti, il tempo di scaldarla, hai una minestra di altissima qualità, con la garanzia di un prodotto sano, privo di coloranti, acidificanti e conservanti», spiega Maurizio Carucci, 31 anni divisi tra il lavoro di educatore, il ruolo di frontman del gruppo indie Ex Otago e l’attività all’azienda agricola “La Sereta” di Fraconalto. Qui conosce Roberto Pisani, che per primo crede nella loro idea e apre le porte del Consorzio Alta Vallescrivia.

«Ci garantiscono un supporto pratico e un laboratorio a Isola del Cantone», prosegue Carucci, «dove produciamo le nostre zuppe con ingredienti “intelligenti” e un’attenzione per le biodiversità del territorio, come la patata quarantina o lo zucchino trombetta». Merito di un inedito rapporto con il coltivatore locale, basato sulla contrattazione diretta. Spiega Crucci: «Andiamo dai contadini e concordiamo il prezzo, a differenza delle multinazionali, che lo impongono». Una concezione rivoluzionaria della filiera agricola, al cui vertice ci sono i Gas (Gruppi di Acquisto Solidale) e punti di vendita specializzati, come il banco di ortofrutta biologica di piazza Scio e Cibi e Libri, il tempio della gastronomia vegetariana di via Ravecca che distribuisce Sale in zuppaa Genova. «In un mese, riusciamo a produrre anche un migliaio di confezioni, e tra qualche tempo contiamo di arrivare a pieno regime».
Nel frattempo, è partita ufficialmente la campagna pubblicitaria di primavera. Niente a che vedere con l’ambigua propaganda da slogan, ma un messaggio chiaro, che punta dritto su semplicità e immediatezza. A cominciare dal progetto grafico dell’illustratrice Annalisa Papagna, che non a caso ha scelto di vestire le zuppe di quella trasparenza onirica tipica dei bambini. Già, la trasparenza. La parola chiave per chi, come Maurizio ed Emilio, crede in una dinamica relazione tra etica e qualità. «Ci piace avere un contatto intimo col cliente, a cui forniamo le ricette delle nostre zuppe in formato pdf e un numero di telefono privato per ogni dubbio, critica o domanda». Ora sapete cosa bolle in pentola, ma se volete un consiglio, Carucci non ha dubbi. «Questa primavera provate Giovanni, il classico minestrone alla genovese, magari una spolverata di parmigiano o una cucchiaiata di pesto».
Info e ricette :
Maurizio 349.7944494
Emilio 328.1776602
Box
Ingredienti per l’uso
Susanna
Farro, fagioli, rosmarino, cipolle, salvia, olio extra vergine d’oliva, sale integrale. Aggiungere un po’ d’acqua e scaldare un poco, a piacere olio a crudo e una spolverata di parmigiano.
Serafino
Ceci, bietole, cipolle, polpa concentrata di pomodoro, olio extra vergine
d’oliva, sale integrale. Lo zimino di ceci è già pronto, basta scaldarlo.
Giovanni
Fagioli, carote, cipolle, sedano, zucchine, bietole, patate, olio extra vergine d’oliva, sale integrale. Se aggiungete la pasta dentro, è necessario aggiungere un po’ d’acqua. Ottimo con una cucchiaiata di pesto, un po’ di parmigiano o un filo d’olio. Gli ingredienti variano secondo le stagioni.