In fondo, a capirlo tra i primi fu Van Dyck, il pittore che l’emergente borghesia genovese del secolo d’oro, il Seicento, chiamò per immortalare figure di antenati e di donne.
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Loro, le dame, avevano colli lunghi da cigno irrigidito a reggere un profilo spesso aquilino, e poi gioielli splendidi come le stoffe, spesso intessute di filati d’oro con cui si lasciarono ritrarre. Aveva capito Van Dyck, che Genova, era Superba non solo per la potenza di banchieri e mercanti, per l’astuzia sagace di quei Dogi che regnavano nel cupo Palazzo Ducale lasciando nelle loro case mobili e suppellettili preziose, non solo per chi mai volle esser doge e fu il più potente fra tutti, Andrea Doria, l’ammiraglio che viveva a Palazzo del Principe. C’erano allora, ci furono nei secoli successivi e ci sono anche oggi le donne tra le protagoniste della vita, soprattutto dell’anima, di una città.
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E’ una città delle donne, Genova, per il suo essere lunaticamente affascinante, chiusa ma con slanci improvvisi di tenerezza, silenziosa ma pronta a mostrarsi, a comandare, gridare, a osare. Le donne,molte donne, sono così. Lo erano quelle del “13 febbraio”, in piazza a Caricamento perché “ la dignità non ha prezzo”. E c‘erano proprio tutte, ragazzine e giovani, signore e ex femministe. Anziane. Già, loro, le più avanti con gli anni sono protagoniste, per età, della vita della città e vengono rispettate. Si vede sugli autobus, si nota per strada, sono i giovani spesso a aiutare.
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E poi c’è Genova città delle donne in politica e nel mondo del lavoro, della cultura. C’è il sindaco, Marta Vincenzi, che ha voluto applicare subito la direttiva dell’Europa sulla pubblicità negli spazi pubblici, in difesa di donne e minori, c’è Francesca Balzani, europarlamentare, ora, in pratica, la speaker su questioni fiscali e tributarie presso la Commissione Europea. Ecco, la vice presidente della Regione, Marilyn Fusco, imprenditrici in diversi settori, intellettuali, sindacaliste, professioniste e top manager. Almeno da dieci anni, Genova si conferma sempre più città delle donne. Del resto, in questa terra di marinai, erano loro a badare a tutto, nei borghi deserti di uomini finiti in mare. E’ passato solo il tempo, loro sono rimaste le stesse. Regine silenziose di una città che non ama i sovratoni.
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