Ribelli degli anni ‘40

Silvia Neonato


Due autobiografie, appena uscite, gettano luce sulle scelte di due ragazzi negli anni della guerra mondiale, due testimoni in grado di mescolare la propria indispensabile voce a quella degli storici.

I ribelli (Le Mani, 14 euro, 135 pagine), è la storia di Valerio Parodi, entrato nelle Resistenza a 17 anni quando era operaio nella sua Valpocevera, nel ponente di Genova e poi, dopo molte azioni in città, costretto a combattere in montagna perché ormai troppo riconoscibile. Il libro è costruito con sapienza dalla scrittrice Annamaria Fassio che mescola le memorie di allora di Valerio e la ricostruzione di oggi con l’effetto di far diventare quel ragazzo coraggioso, un protagonista da romanzo. Nessuna retorica, ma una scrittura sobria e scattante in cui emergono le vicende di altri partigiani, uomini e donne pronti a finire in carcere e a morire per la giustizia e la libertà che non hanno vissuto sotto la dittatura fascista.


Nessun tono celebrativo neppure nel libro Il balilla e il partigiano (Sagep Editori, 12,00 euro). Mario Palomba, oggi sindaco di Valbrevenna, racconta della morte del fratello maggiore Ninni che, arruolatosi tra i partigiani, viene ucciso in un agguato e della sua famiglia provata dalla guerra e segnata dal lutto. Mario era un adolescente e quegli anni passati tra Vernazza e l’entroterra ligure sono rimasti nelle sua memoria: i ricordi delle crudeltà e degli stenti si mescolano a quelli dei giochi all’aperto e alla storia esemplare del fratello.

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